"Certo è che l’Eritrea, venuto a mancare il retroterra (leggi impero) non può dare nessuna risorsa quindi tutto il commercio è paralizzato"

Lettera scritta al fratello da Emilio Razzetti da Asmara in Eritrea, probabilmente a liberazione già avvenuta. Questa lunga lettera tocca vari temi e offre un breve squarcio sulla situazione, per gli italiani, della (ex) colonia eritrea a pochi mesi dalla fine della guerra.

Asmara, 8 settembre 1945

Asmara 8 settembre 1945

Carissimo Fausto – quattro giorni fa mi è stata recapitata la tua carissima letterona del 20 luglio u.s. che avidamente ho letto e riletto. La tua narrazione mi ha messo un po’ a parte della vostra agitata vita in tempo di guerra, che per quanto dolorosa ringraziando Dio la fortuna vi ha assistito. Mi auguro che ciò possa continuare e che possiate passare un inverno alla meno peggio, intanto che tutto passa sistemarsi e riprendere così una vita normale, dopo questi anni di agitazioni e di pene.

Il 7 agosto indirizzai a te e Lea una mia lettera raccomandata dove chiedevo notizie e vi dicevo pure le mie decisioni circa il mio prossimo rimpatrio! Credo che della lettera vi sia giunta, o quanto meno, sarà per giungervi, ad ogni buon conto vi ripeto che farei i conti di rientrare in Italia verso il mese di marzo p.v. a motivo di non affrontare i rigori invernali dopo nove anni di vita africana, rigori che potrebbero essere causa di seri malanni. Sono dunque cinque mesetti ancora da dover trascorrere lontano da voi, quando invece il mio vivo desiderio è quello di poter volare e riabbracciarvi tutti quanti!

Credo che anche voi sarete del mio parere e troverete giusta questa mia preoccupazione!

Con vivo piacere ho appreso la notizia del tuo fidanzamento, dalla fotografia mandata vedo che la scelta è stata davvero felicissima. Non mi resta che farti i più vivi auguroni affinché i tuoi desideri si possano avverare presto e nel migliore dei modi! Se al mio ritorno in patria mi sarà dato poterlo fare sta certo che non mancherò di recarmi a Palermo. Se già non è fatto compiuto mi auguro che tu possa riuscire a ricoprire il posto offertoti quale Consigl. Provv. posto che potrà aprirti molte strade!

Qui la vita prosegue col solito ritmo, crisi-disoccupazione e volontà in tutti di ritornare in patria tanto più che non si sa quale destino sarà riservato a questa colonia. Certo è che l’Eritrea, venuto a mancare il retroterra (leggi impero) non può dare nessuna risorsa quindi tutto il commercio è paralizzato e quel po’ di traffico commerciale che tutt’ora esiste è in mano agli arabi-ebrei-indiani e greci!

Ripeto, bisogna vedere come saranno condotti al tavolo della pace e allora si vedrà…. Piacevole mi è stata la notizia che tu sia andato a Modena dagli zii e quando e godo saperli bene. Quante apprensioni ha portato in questi due ultimi anni! Mi sembra un sogno potervi scrivere un po’ lungamente e trattenermi con voi! Ma ormai tutto è passato e non ci resta che trangugiare questi futuri pochi mesi, per poterci riunire e raccontarci allora a viva voce tutte le vostre e mie peripezie e non saranno poche.

In questo momento ricevo la lettera di Lea che [?]. scrivo preso e movente. Baci

[in piccolo nella prima pagina]

Qui in Asmara, mi avevano fatto monito perché era corsa voce che tu avessi sposato la Spaggiari perché era nato un marmocchio!!...

Prigionieri

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