"Io non so più capace à resistere son peggio di una bestia addiventato"

Lettera scritta alla moglie da Calogero Lombardo, prigioniero nel campo 3 in Rhodesia del sud. La lettera, in parte danneggiata e scritta in un italiano sgrammaticato, trasmette grande amarezza e rassegnazione.

Rhodesia del sud, 2 ottobre 1946

[…]ivo questa mia

[…]a ottima salute

[…]nostri figli e

[…]dal 10 agosto che

[…], il tuo silenzio

[…]o che non ci sia

[…]in casa nostra, ti prego

di scrivermi, e non farmi stare in pensiero, io credo che te non mi scrive con la speranza che io da un giorno all’altro di essere con te, di qui il primo scaglione partirà alla metà di ottobre ed io in questa spedizione non ci sono, sono con l’altra spedizione, ammeno qui si dice così, ogni modo, te scrivemi pure finche io non ti dico di sospendere di scrivere. Mia Aida capisco bene che te ai stretto bisogno di una mia mano d’aiuto, ai ragione, ma la colpa non è mia, lo so io se potrei trovarmi con te e con i nostre figlie, ma Dio vuole così. Da circa 5 anni che [?] parte siamo lontani, te stuffa di questa vita che stai attraversando così triste e priva di ogni cosa, ai ragione te ed i nostri piccoli. Io non so più capace à resistere son peggio di una bestia addiventato, questi l’ultimi mesi, mi sono più lunghi di quelli che già son passate, se sapevo che dovevo rimanere così tanto in campo di concentramento io, che te, nel 1942 sicuro che non mi presentavo all’evacuazione, ma ne anche, per [?] che i negri abissini mi avessero fatto la pelle io mi muovevo da Addis Abeba, ne io e, ne te, ma, purtroppo, si diceva, ma si? Tanto fra due me si fa ritorno di nuovo, intanto son passati 4 anni, te a soffrire di umiliazioni e fame, io qui fra reticolati e ben guardato. Speriamo se è vero che esiste un Dio, ammeno ricordarsi di noi prigionieri che siamo lontano dai nostri moglie e figlie, se poi questo non esiste si fa per come vuole il destino.

Aida mia ma te con questo non scoraggiarti che il tuo Calogero spiritualmente è con te, ti pensa e ti vuol tanto bene, porta pazienza, per come per tanti anni l’ai portata, lo vedo che tu pazienza ne ai avuta tanta, ma supporta ancora, il nostro destino à voluto così. Ne anche se l’avessi sognato avrebbe creduto di fare questa triste fine. Ma ci rifacciamo, con pazienza e col sudore e amarezza. Aida mia son curioso sapere se ti eggiunta la delega se ti danno qualche cosa [?] non aver riguardo per me, non voglio domani quando verrò io a casa che te ti trovo triste e male ontata. Io quando verrò voglio che trovo te ed i nostri figli e Graziella in buon umore e pace e tranquillista. Io non ho altro al mondo che te e voglio vivere felice e unito con te soli, soli con i nostri creature. Che dicono i nostri figlie di me? E la Graziella? Credo che, spesso ne parliamo, Franchino studia ancora la musica? Dirle che stia attento alle crome, biscrome e suoni biscromi, qualche diesses # e bimolle b-. Aida, qui il tempo si passa di studiare per non aver altro da fare. Tuo fratello Attilio è più venuto a trovarvi o no! Che fa di bello? Lavora o ni! Non mi pare l’ora di conoscerlo tanto lui che Mamma che Papà. Papà e ancora al suo solito posto? Quando le scrive mi lo manti a salutare, Ora non avendo altro da scrivere ti ricevi un mondo di baci da me e tanto Graziella che i bimbi. Vedi che l’affrancatura per la posta aerea per voialtri dalitalia e stata ridotta L 25, non più L 40, anche noi qui abbiamo avuto la riduzione da un shellino e 9 pence e ridotta a un shellino e 3 pense, equivale L italiane L 30. Di nuovo ti bacio forte forte tanto. Ti amo ciao mio Tesoro.

Tu per sempre

Calogero.

Lì 2 ottobre 1946

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Campi di prigionia di riferimento