“Il periodo di tempo che va dal 1940 ad oggi ha inasprito il mio carattere fino a farmi divenire misantropo”

Lettera inviata da Giancarlo Ferrari alla famiglia, dal campo di prigionia francese di Saida (Algeria).

Saida, 8 ottobre 1945

Saida, 8 ottobre 1945

Cara mamma, ho ricevuto via Roma una tua in data 23-8 e via aerea in data 21-8, ho già scritto di inviarmi gli ultimi del concorso perché possa riscrivere al Ministero delle Finanze. Qua nulla di nuovo, sto benissimo e non voglio pacchi. Abbiamo saputo che in Italia un certo maggiore Bianchi va spargendo notizie più che ottimistiche sul nostro rimpatrio. Il meno che si possa dirgli è che un incosciente, credo anche che quanto vi ha detto Troisi sia ben lontano dalla realtà. Bacio tuo Giancarlo.

Cara Piny grazie per avermi scritto così a lungo, è la prima lettera che ricevo da…una signora giovane! Non credere che tu mi fossi sconosciuta, già nel 1942 Bianca del Bono per cui ho tanto affetto e stima, mi parlava di te ed in termini tali che invidio cordialmente Maurizio per averti conosciuto. Anzi ti dirò che avevo il presentimento di averti prossima cognata tanto che quanto ricevetti una lettera da casa in cui mi si diceva che Maurizio aveva delle idee matrimoniali, chiesi subito se non era una certa Piny la prescelta.

Le parole così buone che mi hai scritto, sia per me che per i miei, mi hanno completato l’immagine che avevo di te, cosicché – senza il dovuto permesso – ti abbraccio stretta come farei per mio fratello. Non credere però che io sia come mi hanno descritto. Il periodo di tempo che va dal 1940 ad oggi, oltre ad avermi fatto venire i capelli grigi, ha inasprito il mio carattere fino a farmi divenire misantropo. Non ancor tanto però da non esortarvi a sposarvi tanto più che il mio ritorno non credo sia così prossimo come potevo sperare un mese fa. Questa volta col dovuto permesso ti invio mille baci.

Giancarlo

Campi di prigionia di riferimento